Mapuche
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3 ottobre 2010
Comunicato dei 10 prigionieri politici Mapuche di Angol sulla continuazione dello sciopero della fame

COMUNICATO PUBBLICO

I Prigionieri Politici Mapuche del carcere di Angol dichiarano alle comunità, alle organizzazioni mapuche ed all'opinione pubblica generale quanto segue:

Venuti a conoscenza che gli scioperanti mapuche delle carceri di Concepción e di Temuco hanno deposto lo sciopero della fame iniziato 83 giorni fa e che lo hanno fatto in seguito ad un accordo firmato con il governo, abbiamo deciso di continuare lo sciopero sulla base dei seguenti argomenti:

- L'accordo sostiene che il governo ha promosso riforme alla Ley Antiterrorista ed alla giustizia militare e che tale volontà di cambiamento rientra all'interno del programma dell'esecutivo e "risponde a convincimenti e principi democratici previsti nel nostro ordinamento giuridico, che s'ispira sulla nostra Carta costituzionale, sulle norme del diritto internazionale e sul trattato 169 del WTO, così come su raccomandazioni di organismi internazionali". Tutto ciò è assolutamente falso. Le riforme proposte dal governo continuano ad attentare contro i più fondamentali diritti umani, tra questi il giusto processo, il diritto all'intimità, il diritto alla difesa.

Riguardo alla Giustizia Militare, la riforma trae benefici solo agli uomini in divisa, in quanto aumenta le pene per i reati che verranno giudicati dai tribunali militari, offrendo a questi ultimi maggiori protezioni per agire con impunità, come avviene adesso con le comunità mapuche. Rispetto alla Ley Antiterrorista, le modifiche tendono a perfezionarne l'applicazione e non ci sono garanzie che non tornerà ad essere applicata contro la protesta sociale mapuche, come sostenuto da James Anaya, relatore speciale dell'ONU sulle tematiche indigene.

- Il ritiro delle denunce da parte dell'esecutivo non cambia nulla in relazione all'attuale situazione processuale degli scioperanti. Infatti, è il Ministerio Público che si deve pronunciare se i procedimenti penali in corso contro i nostri fratelli, e sottoposti alla legislazione antiterrorista, saranno riqualificati a reati comuni. L'atteggiamento dell'esecutivo può essere solo considerato come un gesto di buona fede.

- Non accettiamo neanche il fatto che continui a restare in piedi la figura del testimone protetto nelle modifiche proposte dal governo e che vengano aggiunte quelle dell'agente coperto e dell'informatore. Tali figure continueranno ad attentare contro il giusto processo, perché nella gran parte dei procedimenti giudiziari contro di noi l'unica prova è data dalla dichiarazione di tali testimoni; questi oltre ad essere dei delinquenti, assicurano di aver partecipato ai fatti e ricevono uno stipendio da parte della procura, la qualcosa rende dubbia l'imparzialità e la veridicità delle loro testimonianze. Nel territorio di Malleco, uno di tali testimoni a volto coperto ha fatto accuse a caso, che hanno interessato famiglie emblematiche all'interno della lotta territoriale.

- Ci spiace che i prigionieri di Concepción e Temuco non abbiano avuto la chiarezza ed il newen (forza, in mapuche) sufficienti per mantenere questa mobilitazione. Non condividiamo la loro posizione, ma la rispettiamo.

- Chiariamo all'opinione pubblica che questa mobilitazione, per quel che riguarda i prigionieri politici mapuche di Angol, non ha mai avuto un fine giudiziario. Indipendentemente dal fatto che ci attendiamo un giusto processo in cui sarà comprovata la nostra innocenza, la sostanza di questo sciopero della fame ha a che vedere con ciò che noi ci attendiamo per il futuro del nostro Popolo Nazione Mapuche.

Le diverse comunità mapuche continueranno a lottare per il diritto al territorio, continueranno a difendere il nostro diritto a vivere come mapuche, rifiutando l'assimilazione alla cultura cilena, il che comporterà nuovi conflitti con la giustizia cilena.

Sulla base di queste motivazioni abbiamo deciso di continuare il nostro sciopero della fame, fino alle ultime conseguenze, in modo che lo Stato risolva i punti rivendicativi esposti all'inizio della mobilitazione.

Rivolgiamo un esteso appello alle organizzazioni ed alle comunità mapuche, così come agli organismi internazionali a continuare ad appoggiare lo sciopero della fame.

Jose Queipul Huiaquil, carcere di Angol.
Victor Llanquileo, carcere di Angol
Fernando Millacheo Marin, carcere di Angol
Felipe Huenchullan Cayul, ospedale di Victoria
Victor Hugo Queipul Millanao. ospedale di Victoria
Huaikilaf Calfunao Cadin, ospedale di Victoria
Camilo Tori Quiñinao. ospedale di Victoria
Alex Curipan Levipan. ospedale di Victoria
Eduardo Oses Moreno, ospedale di Victoria
Carlos Huiaquillan Palacio ospedale di Victoria.

Prigionieri Politici del carcere di Angol e dell'ospedale di Victoria

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