Mapuche
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sep 27, 2010
Cile: Continua lo sciopero della fame Mapuche.
lo Stato cileno non ancora risponde alle richieste.
fonte: http://paismapuche.org/

Dopo 4 giorni di dialogo tra i portavoce dei prigionieri mapuche in sciopero della fame ed il rappresentante del governo del Cile, con la mediazione dell'arcivescovo di Concepción, non si è giunti ad un accordo, per cui lo sciopero della fame prossimo agli 80 giorni continua.

La proposta del potere Esecutivo dello Stato cileno è insufficiente per far desistere dalla mobilitazione i 35 peñi, poiché esso ha offerto solo di ritirare 4 denunce per infrazione della Ley Antiterrorista che beneficerebbero momentaneamente solo alcuni prigionieri, lasciando nelle mani del parlamento il futuro di tale legislazione (e della giustizia militare) e nelle mani del Ministerio Público o della Corte Suprema l'applicazione di tali leggi.

Natividad Llanquileo, portavoce degli scioperanti a Concepción è quella che dato la notizia alla fine di una lunga riunione terminata questa sera, alla quale hanno partecipato tutti i portavoce dei mapuche in sciopero della fame.

Il sottosegretario della Secretaría General della Presidenza, Claudio Alvarado, da parte sua ha detto che "la volontà del governo c'è sempre stata" e che -alla richiesta che i 3 poteri dello Stato si esprimano sull'applicazione della Ley Antiterrorista- l'esecutivo si trova impossibilitato ad intervenire.

“Il governo sostiene che non può fare altro, per questo ci rivolgiamo agli altri poteri dello Stato a partecipare al tavolo di dialogo” ha affermato Curipán, un altro portavoce.

La ministra Secretaria General de Gobierno, Ena von Baer, ha segnalato che "quel che chiedono gli scioperanti è di porsi al di sopra della legge" ed ha aggiunto che considera "profondamente sbagliata l'intransigenza dei mapuche nel continuare lo sciopero della fame".

Rodrigo Hinzpeter, vicepresidente del Cile, ha affermato che non accettano "le nuove richieste che non erano state avanzate prima della riunione di oggi", parole che lasciano intravvedere disperazione e ostinazione. La verità è che NON CI SONO NUOVE RICHIESTE, i peñi vogliono sono che non siano applicate queste leggi contro la propria gente, né adesso né mai, e chiunque se ne occupi che lo risolvi lo Stato, nel suo insieme.

D'altra parte il rappresentante del potere giudiziario dello Stato cileno, il procuratore capo de “La Araucanía” e coordinatore della persecuzione del movimento mapuche, Francisco Ljubetic, ha già segnalato che "non avverrà nulla che porterà il Ministerio Público a revisionare i casi riguardanti i prigionieri mapuche con il ritiro dell'applicazione della Ley Antiterrorista”, riferendosi a quel che potrà decidere il governo ed alle eventuali modifiche parlamentarie di tale normativa. Ljubetic ha affermato che i fatti per i quali sono indagati e vengono tenuti in prigione più di 50 mapuche "sono reati prettamente terroristici".

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