Mapuche
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4 maggio 2008
Appello per aderire alla campagna per la Liberazione dei Prigionieri Politici Mapuche in Cile
Juana Aguilera Jaramillo
Email: juanaaguilerajaramillo@gmail.com  

Compagne/compagni:

Vi chiediamo di aderire a questa campagna per la Liberazione dei Prigionieri Politici Mapuche. A tutti coloro in grado di farlo, chiediamo di tradurre questo appello e di cercare di fare in modo che molte persone all'estero, inviino la lettera allegata alla Presidente Bachelet, sia per posta elettronica, reperibile in www.gobiernodechile.cl, sia inviando la lettera per posta ordinaria a Palazzo La Moneda - Santiago del Cile

Come molti di voi sapranno, ci sono cinque prigionieri politici mapuche nel carcere di Nueva Imperial che stanno attuando lo sciopero della fame, per reclamare la loro liberazione.

Si tratta di:

- Pascual Catrilaf Curiche, Machi
- Patricio Catrilaf Curiche, Zugumachife
- Jesús Curiche, Tayilfe
- Moisés Curiche Curiqueo, Guillatufe
-  Damian Curiche Curiqueo, Llankan

Tutte queste persone sono autorità tradizionali della loro comunità, sono in regime di detenzione preventiva. Cioè, non sono ancora state processate e quando si deciderà di farlo, saranno giudicate dai Tribunali Militari e non dai Tribunali CIVILI, e sarà applicata la legge antiterrorismo, triste eredità della dittatura militare pinochetiana.

Questa campagna si propone di ottenere che il Governo Bachelet scelga il dialogo SUBITO, a tutela dell'integrità fisica e psichica dei prigionieri politici mapuche in sciopero della fame e al fine di evitare che il suo intervento avvenga solo quando lo sciopero sarà diventato insostenibile, com'è successo nel caso di Patricia Troncoso, che fece più di 100 giorni di sciopero della fame per ottenere benefici e miglioramenti alle sue condizioni di carcerazione.

Grazie a tutte e a tutti quelli che vorranno associarsi a questo appello.

Fraternamente,

Juana Aguilera

P/ l'equipe di lavoro della Commissione Etica Contro la Tortura

del Cile

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CAMPAGNA

PER L'IMMEDIATA LIBERAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI MAPUCHE

Migliaia di chiavi nelle mani della Presidente Bachelet
per liberare il mapuche detenuto

Firmare la lettera e inviarla per posta ordinaria o per posta elettronica a:

Presidente MICHELLE BACHELET JERIA
Palazzo La Moneda
Santiago del Cile
www.gobiernodechile.cl
gobiernodechile@presidencia.cl

Inviare copia a:

Sig. RODOLFO STAVENHAGEN
Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani e
delle libertà fondamentali dei popoli indigeni
Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite
CH-1211 Genève 10 - Suisse.
tb-petitions.hchr@unog.ch

Sig. CLAUDIO GROSMANN
Presidente del Comitato delle Nazioni Unite Contro la Tortura
Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite
CH-1211 Genève 11 - Suisse.
tb-petitions.hchr@unog.ch

Commissione Etica Contro la Tortura – Cile
comisionetica@yahoo.es

Sig.ra Michelle Bachelet Jeria
Signora Michelle Bachelet Jeria
Palazzo La Moneda
All’Eccellentissimo Presidente della Repubblica del Cile

Signora Presidente, Le scrivo per richiedere il Suo intervento di fronte alla grave situazione che vede protagonisti i prigionieri politici mapuche, incarcerati nel Suo Paese, giudicati secondo la legge antiterrorismo ereditata da una dittatura che il mondo intero ha ripudiato, e processati dai Tribunali di Giustizia Militari, atto illegale e illegittimo in una società democratica.

Signora Presidente, mi appello a Lei, affinché ponga fine a questa aberrante situazione promossa dallo Stato Cileno, che continua a trattenere in detenzione preventiva queste persone, obbligandole a lottare per la loro libertà con l'unico mezzo di cui ancora dispongono in simili circostanze: la propria VITA. Le comunità nazionale e internazionale sono a conoscenza dei molteplici scioperi della fame attuati all'interno delle prigioni del Suo Paese. Le richieste sollevate sono molto semplici e di facile soluzione, com'è stato nel caso di Patricia Troncoso, con l'unico dettaglio che Lei, Signora Presidente, e il Suo Governo, avete avuto bisogno di più di 100 giorni di sciopero per capirlo. Non ci fu un'apertura al dialogo come primo passo, venendo a meno il rispetto per il popolo mapuche e, inoltre, non fu nemmeno data una risposta alle raccomandazioni e alle osservazioni che, in merito a tale situazione, furono fatte dalle Nazioni Unite.

Uomini e donne mapuche sono stati ingiustamente arrestati e perseguitati solo perché si sono permessi di difendere il loro ancestrale patrimonio culturale. Le loro terre sono state invase da aziende forestali, da progetti di costruzione di dighe e da discariche di rifiuti industriali che vanno  contro la concezione cosmologica e le abitudini di vita di uno dei popoli originari più numerosi del sud del continente americano.

Lo Stato Cileno ha sviluppato la strategia di criminalizzare le loro richieste, di incarcerarli, in regime di detenzione preventiva e a tempo indefinito, di dividerli fra carceri diverse ogniqualvolta si arrestano più membri della stessa famiglia; è stata militarizzata la zona dell'Araucania, sono stati realizzati blitz in diverse comunità e bruciate le loro abitazioni, come nel caso di Juana Calfunao. Alcuni membri mapuche sono stati assassinati dalla polizia. L'ultimo caso è quello di Matías Catrileo, colpito a morte alle spalle. Tutte azioni destinate a creare paura, dirette non solo ai prigionieri, bensì a tutte le comunità; azioni di maltrattamenti e di torture fisiche e psicologiche; atti che attentano contro la VITA e l'integrità delle persone e che sono ancora più incomprensibili poiché attuati all'interno di uno Stato, governato da una ex-prigioniera politica, figlia di madre torturata e di padre assassinato sotto lo stesso flagello.

Ora abbiamo saputo che altri cinque prigionieri politici mapuche hanno deciso di mettere in pericolo la propria vita, per chiedere la fine della detenzione preventiva, per riavere la loro libertà con uno sciopero della fame nel carcere di Nueva Imperial. Questo è il motivo per cui Le scrivo, nella speranza di ottenere il Suo intervento e la Sua intercessione in favore della vita e della libertà del "machi" Pascual Catrilaf Curiche, del "zugumachife", Patricio Catrilaf Curiche, del "tayilfe" Jesús Curiche, del "guillatufe" Moisés Curiche Curiqueo e del "llankan" Damian Curiche Curiqueo, tutti in sciopero della fame nel carcere di Nueva Imperial.

Le chiedo, inoltre, di adottare tutti i provvedimenti che consentano di porre fine immediatamente alla repressione nelle comunità, alla tortura e ai trattamenti crudeli, inumani e degradanti a cui sono sottoposti i loro membri, alla detenzione preventiva e arbitraria, all'applicazione della legge antiterrorismo per giudicarli, e di disporre il trasferimento dei processi in atto dalla Giustizia Militare ai Tribunali Civili.

Nell'attesa di una Sua risposta, Le consegno simbolicamente la chiave che Le permetterà di aprire le porte delle carceri del Cile e di liberare i prigionieri politici mapuche.

Con rispetto,

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