Mapuche
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Domenica 23 dicembre 2007
Patricia Troncoso fece conoscere il seguente comunicato diretto.
“a tutti gli uomini e donne che lottano infaticabilmente per la giustizia”.
 “Desidero denunciare al governo concertazionista e in particolare a Belisario Velasco di aver dato la sua parola per la confermazione di una Tavola di Dialogo per risolvere le domande di giustizia e di regolare processo, da parte dei prigionieri politici mapuche, situazione che a 74 GIORNI DI SCIOPERO DELLA FAME ancora non si accetta e che mette in grave rischio la nostra vita.

COSA TEME IL GOVERNO CONCERTAZIONISTA?

  • A discutere la repressione e l'abuso della forza nelle comunità mapuche che sostengono le richieste di terra. Teme discutere che gran parte delle forze dell'ordine (carabineros de Chile) sono diventate guardie di sicurezza delle imprese forestali per proteggere i loro interessi economici, che ingrossano enormemente i conti economici dei più ricchi.

    Teme discutere l'applicazione della Legge Antiterrorista e il conferemento gratuito di 10 anni e un giorno di prigione a un gruppo di mapuche perché,si suppone, incendiarono 100 ettari di pino, di proprietà della Forestal Mininco, nel caso chiamato “Poluco-Pidenco”.
  • Teme discutere il doppio processo di Juan Millalen Milla.
    Ha paura discutere i benefici carcerari di tutti questi mapuche, che posseggono i requisiti per ottenere il beneficio e la libertà. La verità è che è difficile capire il doppio discorso di un governo che invita al dialogo e alla soluzione del problema e reprime come al tempo della dittatura. In Cile si vive una profonda diseguaglianza sociale e una profonda crisi morale, riferita a tutti gli ambiti della faccenda nazionale, da cui la negazione della giustizia lascia il popolo mapuche, la gente umile e tutti i lavoratori, nella più assoluta vulnerabilità davanti agli impresari sfruttatori e davanti all'abuso, l'usura e i privilegi dei più ricchi.
  • Come accordarsi con un governo che sbandiera il rispetto dei diritti umani all'estero e accusa la destra di essere complice della dittatura militare, tuttavia, non esita nell'applicare i metodi repressivi di Pinochet? Persecuzione, applicazione delle leggi altamente repressive, come la legge antiterrorista e di sicurezza interna dello stato, morte, tortura, carcerazione, militarizzazione delle zone di conflitto, utilizzazione dei mezzi di comunicazione e informazione, per soffocare la domanda di giustizia che difendono con la vita, un gruppo di comuneros mapuche. CON 74 GIORNI DI SCIOPERO DELLA FAME, il silenzio dichi per mandato divino deve difendere la vita, il silenzio di una società addormentata e zittita dai fantasmi della disoccupazione, dell'incarcerazione della vita e dell'egoismo.
  • Cosa possiamo sperare dai nostri boia, se provengono da una generazione che visse tutti questi flagelli e che con il tempo si sono disumanizzati al punto di dimenticare l'esilio, le torture, la persecuzione e la morte di tanti esseri umani?

    Forse ora posso capire perché ci hanno chiuso la porta in faccia tante volte durante questo sciopero della fame, c'è una gran paura di ricordare il dolore e l'angoscia di un periodo nero di questo paese, piuttosto ricordino tutti gli impegni che promisero a tante vittime per trovare i desaparecidos e fare giustizia, che è meglio tacere e avere vista corta per proseguire conservando una coalizione di governo che assicuri lo stipendio mensile di una classe politica volubile che ha dimenticato molti anni fa la sua gioventù e le origini e che ancora è in debito con tutti coloro che confidarono in loro dandogli il proprio voto.

A 74 GIORNI DI SCIOPERO DELLA FAME
La saluta Patricia Troncoso Robles Prigioniera Politica Mapuche
Domenica 23 Dicembre 2007

Carcere di Angol
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