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14 settembre 2007
Assemblea ONU approva dichiarazione diritti

di Carla Amato
L'assemblea generale dell'ONU ha adottato ieri sera una dichiarazione per i diritti delle popolazioni indigene, che secondo le stime riguardano oltre 370 milioni di persone nel mondo, appartenenti a 5.000 popoli distribuiti in circa 70 Paesi.

Dopo oltre vent'anni di dibattito, la dichiarazione stabilisce per questi popoli il diritto all'identita', alla lingua, alla salute, alla formazione, al mantenimento delle proprie istituzioni e tradizioni ed alla coltivazione delle proprie terre, oltre ad altri diritti fondamentli, e vieta la discriminazione politica e sociale contro gli indigeni, che spesso costituiscono la parte piu' debole, sfruttata ed emarginata di Paesi altamente progrediti sotto il profilo economico, come gli USA, il Canada e l'Australia.

Non a caso sono stati proprio questi Stati, unitamente alla Nuova Zelanda, a votare contro la dichiarazione, che ha ottenuto 143 voti a favore e 11 astensioni. L'ambasciatore del Canada, John McNee, detto che il suo Paese era dispiaciuto di dover votare contro la dichiarazione, ma che le disposizioni del documento sulle terre, i territori e le risorse "sono eccessivamente vaste, poco chiare e suscettibili di un'ampia varieta' di interpretazioni". Ha inoltre messo in dubbio l'apertura e trasparenza dell'ultima parte della trattativa riguardante il testo.

Grande soddisfazione e' stata espressa invece dai massimi vertici dell'ONU. In una dichiarazione del suo portavoce, il segretrio generale Ban Ki-moon ha parlato di "momento storico in cui gli Stati membri dell'ONU e la gente indigena si sono riconciliati con i loro percorsi storici dolorosi e hanno deciso di muoversi insieme in avanti sul percorso dei diritti dell'uomo, della giustizia e dello sviluppo per tutti". L'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo Louise Arbour ha parlato di "trionfo per la giustizia e la dignita' umana".

Il presidente dell'assemblea delle Nazioni Unite, Sheikha Haya Rashed Al Khalifa, pur riconoscendo che "adottando la dichiarazione, stiamo facendo un altro importante passo avanti verso la promozione e la protezione dei diritti dell'uomo e le liberta' fondamentali per tutti", ha ricordato che "i popoli indigeni ancora affrontano la mrginalizzazione, la povertà estrema ed altre violazioni dei diritti dell'uomo. Sono trascinati spesso nei conflitti e nelle dispute per la terra che minacciano il loro modo di vivere e la sopravvivenza, e soffrono del mancato accesso all sanita' ed alla formazione". Percio' ha invitato i governi e la societa' civile ad accertarsi che la visione della dichiarazione si trasformi in una realta' concreta.

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