Mapuche
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28 novembre 2007
Festa del cinema di Torino: "La Naciòn Mapuce"

4 anni di lavorazione per un film sull'unico popolo che resistette vittoriosamente ai conquistadores spagnoli. Intervista alla regista Fausta Quattrini.

I Mapuce (o mapuches in spagnolo) sono un popolo originario dell’estremo sud del continente Latinoamericano, oggi divisi fra l’Argentina ed il Cile. Vivono principalmente nelle aree urbane, ma mantengono forti legami con la propria cultura di cui sono fortemente orgogliosi e per cui chiedono rispetto e attenzione.

Non casualmente, Mapuce significa "gente della Terra", il territorio è un elemento costituente della loro identità. I Mapuce, oggi, continuano a lottare affinché lo stato argentino rispetti la propria Costituzione nella quale dal 1994 sta scritto: "il diritto ancestrale alla terra dei popoli originari…".

Il film "La Nazione Mapuce" di Fausta Quattrini, che verrà presentato al Festival di Torino il prossimo 29 novembre,   non si limita a raccontare la vita dei Mapuce, ma da risonanza alle domande che (ci) pongono, su questioni che ci riguardano, anche come occidentali. Per esempio,  quali legami uniscono delle persone che sentono d'appartenere ad un popolo, ad una nazione che ricerca la propria autonomia? Come far valere il proprio diritto ancestrale alla terra? A loro volta queste questioni interrogano i concetti d'uguaglianza e di proprietà privata veicolati attraverso le “nostre” dichiarazioni universali dei diritti dell'Uomo.
Oggi è in gioco la vera rimessa in questione dei fondamenti della nazione argentina. Per prima volta nella provincia di Rio Negro, una sentenza emessa da un giudice riconosce il “diritto ancestrale” alla terra, fatto che mette in discussione due secoli di giurisprudenza britannica e di credenze ben ancorate nell’inconscio argentino. Infatti nel 1994, con l’adozione del Convegno 169 dell’OIT (Organizzazione Internazionale del Lavoro) riguardo i Popoli Indigeni e Tribali, lo Stato argentino si è compromesso internazionalmente riconoscendo costituzionalmente “la pre esistenza etnica e culturale dei popoli indigeni dell’Argentina” e il carattere “pluriculturale e multietnico della sua società”.

Il 14 settembre 2007, dopo 22 anni d’attesa, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU) a New York ha approvato la Dichiarazione dei Diritti dei Popoli Indigeni con una netta maggioranza. 143 nazioni a favore, 11 astenuti e 4 contrari : Australia, Nuova Zelanda, Canada e Stati Uniti. Un documento che concerne 370 milioni di persone e risponde a domande storiche fondamentali delle comunità autoctone nel mondo : il diritto a “l’autonomia o autogoverno”, al controllo e alla possessione collettiva del proprio territorio e delle proprie risorse naturali, e alla preservazione della propria cultura e tradizioni. I Mapuce vogliono trasformare queste parole scritte in realtà e chiedono allo Stato Argentino il rispetto della Costituzione. Il film trasforma queste parole in immagini perchè, come sottolinea la regista:
"La questione non è sapere quale delle due visioni sia la migliore, ma interrogarci se siamo pronti a sostenere, nella pratica, che entrambe le visioni, quella dei Popoli Indigeni, quella dei Mapuce e la nostra, sono importanti e devono poter convivere in questo stesso pianeta.
Perché un film sulla Nazione Mapuce?

Il Popolo Mapuce è il solo nel continente americano ad aver resistito ai Conquistatori spagnoli e la Corona spagnola ha dovuto riconoscerne le frontiere e l’autodeterminazione. La Patagonia era una terra fuori dall’Impero Spagnolo. Non vi erano mai penetrati non solo i conquistatori, ma dopo l’indipendenza, nemmeno i coloni argentini ed i cileni. La loro memoria è segnata dalla resistenza dei loro antenati contro l’avanzata dell’esercito argentino voluta dal generale Roca, 130 anni fa. Armato con l’ultima tecnologia bellica importata dagli Stati Uniti - i fucili a ripetizione Remintong Patria- l’esercito ha decimato gli ultimi rappresentati di un’America indigena autonoma ed indipendente. I guerrieri Mapuce si sono difesi fino allo stremo con lance e boleadoras. Era la fine dell’800.

Avete avuto molte difficoltà a girare il film?
Per realizzare il film è stato necessario molto tempo (4 anni dal 2003-2007), è stato fondamentale entrare in un altro tempo, ma soprattutto è stato necessario guadagnarsi la fiducia della Confederazione Mapuche, dei Werken (messaggeri), dei Logkos (conduttori) e delle comunità. Oggi la diffidenza dei Mapuche più che legittima, è genetica direi. Davanti alla videocamera loro ci dicevano che la tecnologia dei bianchi non gli aveva mai portato nulla di buono. Per noi era molto imbarazzante trovare le parole per argomentare che le immagini, forse (forse) avrebbero potuto aiutare la loro lotta pacifica e generazionale.

Fiducia che alla fine vi è stata concessa…
Abbiamo stabilito un rapporto di fiducia  con coloro che ci hanno permesso di mettere in scena dei momenti della loro vita per farne una storia. Un metodo per ridurre la diffidenza dei nostri personaggi è stato quello di assottigliare il più possibile lo scarto fra il dire ed il fare. Fare della parola un’azione. In questo caso: prendere e restituire.  Attraverso la nostra videocamera noi ci appropriavamo d’immagini significative della loro vita collettiva, che restituivamo in breve tempo sotto forma di lunghi pre-montaggi. Durante i 4 anni di lavorazione del film tutto il girato (le rushes) è stato a disposizione delle comunità e della Confederazione mapuche.

Scheda tecnica ed artistica del film
LA NAZIONE MAPUCHE (La Naciòn Mapuce)
Durata 96 min Versione Originale Español e Mapudugun Sottotitoli Italiano English Français Supporto

Digitale Anno 2007
Una idea originale di Fausta Quattrini e Daniele Incalcaterra Scritta da Fausta Quattrini con Lara Fremder Realizzazione Fausta Quattrini Immagine Fausta Quattrini con Daniele Incalcaterra Suono Daniele Incalcaterra - Andrés Piñeyro - Gaspar Scheuer Montaggio Fausta Quattrini Composizione d’immagini Mariano Zimmermann Missaggio suono Santiago Rodríguez Grafica Zeki de San Pablo Nel proprio ruolo Werken Silvia Kvlalew - Werken della Confederazione Mapuce Neuquina - Logko Elía Maripan - Comunità della provincia Neuquén Una co-produzione Fondazione la fabbrica, Svizzera e Daniele Incalcaterra, Buenos Aires

Fausta Quattrini:
(Locarno, Svizzera, 1964) si è laureata in architettura a Zurigo e, nel 1996, ha fondato a Palermo l’Atelier Video insieme al documentarista Daniele Incalcaterra, con il quale ha collaborato al montaggio del film collettivo Posso darle un facsimile? da Vallegrande, in Bolivia, insieme (1996). Nel 1997 a Incalcaterra, ha diffuso via internet il documentario www.vallegrande.com. Fra il 2000 e il 2002 ha realizzato una serie di autoritratti intimisti esplorando le relazioni fra linguaggio, corpo, gestualità e video e nel 2000 ha messo in scena Al di là, una contaminazione fra differenti forme d’espressione artistica. Entrata in contatto con l’Equipo argentino di antropologia forense e con l’Associazione dei figli dei desaparecidos, nel 2003 ha realizzato il documentario Organizaciones
horizontales.

FILMOGRAFIA
www.vallegrande.com (doc., 1997), Mandala 999 (2000), Traces fossilisées (cm, 2001), Al di là (mm, 2001), Baiser de secours (cm, 2002), Locarno Sessions (mm, 2002), Organizaciones horizontales (doc., 2003), Contra-site (coregia/codirector Daniele Incalcaterra, 2003), Epicentro Vallegrande (doc., 2005), La nación Mapuce (doc., 2007).

http://www.sabatoseraonline.it

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