Mapuche
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16 Novembre 2012
Dura interrogazione di un’eurodeputata a Piñera sul conflitto Mapuche e sulla legge sulla pesca: “E’ una vergogna”

Traduzione: L.T. Sepulveda
Fonte: BioBio Chile
http://t.co/E9KN2cp8

Sarebbe potuta essere una presentazione protocollare in cui entrambe le parti si adulano a vicenda, si stringono le mani e poi continuano per la loro strada ma la Commissione Relazioni Internazionali del Parlamento Europeo non ha voluto rinunciare all’opportunità di discutere con il presidente Sebastián Piñera dei vari conflitti sociali cileni che hanno passato le frontiere. C’è da dire che hanno fatto scintille!

L’incontro c’è stato ieri, quando il Presidente è arrivato alla sede degli eurodeputati per promuovere pubblicamente la crescita e la buona salute economica di cui gode il nostro paese.

Tutto bene finché l’eurodeputata spagnola del Gruppo dei Verdi, Ana Miranda, ha chiesto la parola per porre l’accento sul divario tra ricchezza e povertà e sulla discriminazione presenti in Cile.

Sotto lo sguardo attento di Piñera, Miranda gli rimprovera l’impunità di vari casi di violenza contro i Mapuche così come il fatto che tutt’ora stiano facendo lo sciopero della fame. Poi pone l’attenzione sulla legge della pesca, sottolineando che “le parti si sono mobilitate perché non sono state ascoltate”, e infine chiude evidenziando la polemica Legge Hinzpeter, che impone seri limiti alle manifestazioni.

E’ stato però sui diritti umani dei bambini mapuche che l’eurodeputata ha parlato con maggior durezza, ricordando che, poco tempo fa, alcuni rappresentanti dell’etnia avevano occupato la sede Unicef a Santiago in forma di protesta. “Ci sembra una vergogna”, ha detto al Presidente.

Il disagio di Piñera

Piñera ha provato a rispondere ad ognuna delle domande dei parlamentari europei, anche se, come sottolinea il portale Terra, non è riuscito a nascondere il suo disagio davanti a quelle che ha definito “affermazioni, più che domande”.

“Effettivamente sotto molto aspetti il popolo mapuche nel nostro paese è discriminato, ha ancora una condizione socio economica inferiore alla media”, afferma il Presidente dichiarando che è proprio per questo motivo che è stato creato il Plan Araucanía.

“Il Cile sta avanzando nella direzione giusta, sta crescendo del 6%, creando posti di lavoro e inserendo le parti più deboli” conclude rispondendo alle critiche sul divario tra ricchezza e povertà.

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