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25 maggio 2006
La Bachelet e l'impresariato cileno

L'enorme surplus ricavato dall'aumento del prezzo del rame non cambierà il
modello economico procurando maggior crescita e maggior equità, così i
grandi impresari esultano e la gente riceverà soltanto briciole.

Articolo pubblicato il 24 maggio 2006 da Raúl Gutiérrez V., sulla rivista GRANVALPARAISO.CL, in seguito all'attesissimo discorso tenuto il 21 maggio dalla presidente Bachelet, il primo discorso presidenziale sulle sorti del paese.
traduzione a cura di Marco Coscione (Casco Bianco a Santiago del Cile)

Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 25 maggio 2006

Alcuni decenni fa, quando l'economia e la società cilena erano rivolte soltanto all'interno e le attività e la cultura rurali avevano molto peso nel paese, i latifondisti erano soliti dare una pittoresca spiegazione, per non chiamarla indecente, rispetto agli esigui salari che pagavano ai propri lavoratori. "Non ci ricaverebbero niente guadagnando di più - argomentavano - se li paghiamo di più se ne vanno a ubriacarsi e il guadagno in più finisce nelle mani del padrone del locale e non favorisce in nessun modo la famiglia del lavoratore.

Il governo della socialista Bachelet ha deciso di applicare lo stesso criterio di fronte all'inaspettata fortuna che l'aumento del prezzo del rame sta portando all'economia nazionale; in definitiva "la plebe" riceverà soltanto delle briciole, sebbene i politici "progressisti" metterebbero la mano sul fuoco sul fatto che il rame è "di tutti i cileni".
Si noti che ancora non c'è un'informazione chiara sulla quantità di entrate addizionali che questa prosperità senza precedenti potrebbe significare per il paese. L'unica cosa chiara è che i soli beneficiari dell'incredibile impennata del prezzo del principale prodotto cileno di esportazione, saranno le grandi multinazionali che si sono appropriate di importantissimi giacimenti nazionali, approfittando di una legislazione nulla, che la Concertación ha mantenuto intatta, e che è stata modificata solo per introdurre una royalty mal fatta ed insufficiente.

Meschinità di cuore e di mente. Da quando il paese ha cominciato a ricevere ingressi straordinari grazie all'aumento del prezzo del rame, già alla metà del 2005, hanno iniziato a farsi sentire le voci di chi, soddisfatto, richiamava a gestire con enorme prudenza gli eccedenti per non mettere in pericolo i sacrosanti equilibri macroeconomici che hanno permesso di accumulare i maggiori utili in tutta la storia del Cile, ragion per cui Ricardo Lagos ha finito per essere idolatrato dalla classe imprenditoriale.

Se una famiglia modesta, che sta appena sopra la linea della povertà, con un salario mensile di 185.000 pesos, per esempio vince al Lotto mille milioni di pesos, è ragionevole che utilizzi -diciamo- 200 milioni di pesos per aggiustare la dentiera della mamma, per assicurare l'educazione ai tre figli, per finanziare l'operazione alla vescica del padre, all'acquisto di una nuova casa e magari di un auto ed altri elettrodomestici che possano garantire un maggior benessere, e che gli altri 800 milioni li risparmi o li investa.
La realtà attuale però, è che i cileni riceveranno solo briciole, con l'aggravante che il denaro che si mette da parte non servirà per correggere il marchingegno che genera concentrazione ed esclusione nell'economia cilena.

E quindi gli annunci della signora Bachelet sull'utilizzo di detti eccedenti non rivelano prudenza o saggezza, a differenza di quello che lei sostiene, ma piuttosto mancanza di slancio, insensibilità ed insensatezza, perchè la lunga lista della spesa che verrà fatta, costerà soltanto 130 milioni di dollari, che corrispondono unicamente agli interessi che il fisco cileno ha ricevuto per il surplus strutturale del 2005. La meschinità della cifra è chiara se consideriamo che rappresenta meno di un quarto delle entrate extra che il Governo riceverà mantenendo l'IVA al 19% invece che al 18%, valore che l'ex presidente Lagos aveva promesso di raggiungere. Ma ancora peggio, la somma menzionata è un decimo del costo che il paese dovrà sostenere per modernizzare la "Escuadra Nacional" (la flotta che rappresenta il nucleo centrale dell'esercito cileno).

In effetti quando nel 2008 arriverà l'ultima delle fregature acquistate dall'Olanda e dalla Gran Bretagna, il Cile avrà completato un processo di ripotenziamento della sua armata per un costo equivalente a 1.300 milioni di dollari, grazie ai quali la nostra "escuadra" disporrà della flotta più moderna del continente. 1300 milioni di dollari per il rafforzamento di un ramo delle nostre forze armate! 130 milioni di dollari, invece, per comprare 131 ambulanze, 23 cliniche dentali 3 aereoplanini per combattere gli incendi forestali per il CONAF (Corporación Nacional Forestal).

Questo è l'ammontare e la destinazione delle risorse che dovrebbero permettere al Cile di fare un gran passo in avanti, approfittando dell'opportunità storica che difficilmente si ripeterà, per impulsare un tipo di crescita che miri, allo stesso tempo, a ridurre il gap socioeconomico lacerante che caratterizza la società cilena attuale; ciò esigerebbe, chiaramente, un lavoro intenso sui meccanismi generatori di queste differenze. Tuttavia sarebbe troppo chiedere alla sensibilità sociale e capacità intellettuale del governo Bachelet di decidere, per esempio, di raddoppiare la spesa pubblica di appena 30.000 pesos (circa 50 euro) mensili per ogni alunno delle scuole pubbliche... sono le scuole con la più alta percentuale dei "figli più modesti di questa terra", e che per questa ragione ricevono una educazione che chiude le porte del futuro prima ancora di aprirle. Perchè questa cifra di 30.000 pesos non è né la metà, né un quinto, né un decimo dell'ammontare gestito dalle scuole di prestigio, i cui alunni provengono da famiglie che hanno tutto per favorire lo sviluppo intellettuale ed il rendimento accademico dei proprio figli.
Di conseguenza, il fatto che si destineranno 10 milioni di dollari in opere pubbliche o 5 milioni di borse di studio per l'estero comprova un volo intellettuale simile a quello di una gallina in calore ed una meschinità di cuore impropria del secondo medico socialista, questa volta donna, che è arrivato alla Moneda...

E pensare che il Cile avrebbe potuto destinare una parte considerevole di queste risorse addizionali (invece di utilizzarle all'estero per guadagnarne interessi) per ricomprare imprese che erano pubbliche, che il governo militare ha privatizzato ad un prezzo ridicolo e che oggi costituiscono un gran bell'affare, come quelle elettriche, telefoniche, dell'acciacio, ecc.

Il Pinochetismo applaude Certo che la mediocrità della proposta della Bachelet ha portato il patronato all'orgasmo. Gli elogi del ministro Andrés Velasco, il tecnocrata che sembra più impegnato a sostenere il migliore degli esami alla Scuola di Amministrazione dell'Università di Harvard che a rispondere alle esigenze proprie di una crescita egualitaria del Cile, faranno in modo che i padroni del potere economico cileno (e i mass media che controllano) lo portino all'altare.
Velasco ha affermato che l'insieme delle misure che verranno adottate sarà interamente finanziato con gli interessi raccolti dal risparmio generato a partire dell'1% della regola del bilancio strutturale. Tuttavia, a parte osservare la scarsa trasparenza per quanto riguarda il flusso reale di ingressi addizionali che lo stato riceverà, è evidente la "non-volontà" di approfittare di questa opportunità senza precedenti per introdurre modifiche importanti al modello che ha provocato la più brutale concentrazione delle entrate che si sia mai conosciuta nell'economica cilena ed una crescente segregazione, visibile non solamente a Santiago, ma anche nelle città più piccole e nei paesini. Tale segregazione sta avvelenando la qualità della vita dei cileni come individui e come società.

Bisognerebbe poi ricordare che nella lista delle alternative che si potrebbero finanziare con i 130 milioni di dollari ci sono allusioni a spese e acquisti che dovrebbero essere abituali in un paese che cresce al 5 o 6% annui e che ha raggiunto un livello di sviluppo come il nostro. In realtà, comprare 150 ambulanze all'anno è qualcosa di molto naturale, che non dovrebbero essere oggetto di nessuno tipo di sforzo propagandistico.
Se il paese ha rinnovato la sua flotta di aerei da combattimento, la sua squadra nazionale e quindi anche l'equipaggiamento del suo esercito,sembra ovvio che rinnovi il suo parco ambulanze, anche quando il prezzo del rame fosse ad un dollaro la libra.
Tuttavia, a parte i14 milioni di dollari (cifra irrisoria) che saranno destinati ad incrementare un fondo di garanzia per rilasciare un credito alle piccole e medie imprese e per finanziare una campagna a favore delle marche cilene all'estero, non c'è nulla che punti ad un modello di sviluppo un pò meno concentrato e brutale, un pò meno da capitalismo selvaggio come quello che conosciamo oggi. Tutto ciò spiega gli elogi che la matriarca ha ricevuto da parte di quello stesso settore che portava Lagos all'altare.
Andrés Concha, segretario generale della SOFOFA (Federación Gremial de la Industria) era sicuro che la Bachelet avrebbe rispettato la sacrosanta regola del surplus strutturale. La senatrice dell'UDI (Unión Demócrata Independiente), Evelyn Matthei, considerò eccellente tutto il discorso (quello tanto atteso del 21 maggio scorso, il primo discorso presidenziale, n.d.r.), sia nel tono che nel contenuto. Il presidente dell'Associazione dei Concessionari di Opere ed Infrastrutture Pubbliche, Herman Chadwick, si è detto soddisfatto, specialmente per gli annunci sulle infrastrutture, settore che ogni anno permette ai capitalisti nazionali e soprattutto stranieri di guadagnare denaro facile, con la garanzia dello Stato, attraverso lo "spillare soldi" quotidiano nelle autostrade e strade.

Il richiamo alla prudenza ed alla serietà nella gestione economica della Presidentessa fu qualcosa che impressionò anche Cristián Larroulet, dell' Istituto "Libertad y Desarrollo", uno dei centri intellettuali più vicini alla destra. "Credo che la Bachelet si distingua radicalmente dal populismo di Chávez, spende soldi in condizioni favorevoli, mentre lei non lo fa."

All'accademico ed ex ministro dell'Economia di Pinochet, non un qualsiasi ministro, Rolf Lüders, è sembrata un'ottima idea la politica adottata dalla presidentessa in relazioni agli eccedenti del rame. Certamente, se Lüders o Hernán Büchi fossero stati i ministri dell'economia in questi momenti, non avrebbero preso decisioni molto diverse da quelle che ha appena preso Andrés Velasco.

Ciò che sorprende è che Velasco sia il ministro dell'economia di una socialista e progressista che si mostra intenerita fino alle lacrime quando parla dei problemi sociali del paese, e che Rolf Lüders sia stato il ministro dell'economia di Augusto Pinochet quando questi si trovava all'apogeo del suo potere. "Ciò che si deve fare -aggiunse Lüders - è proprio mettere da parte la maggior parte degli eccedenti per evitare una gran abbuffata oggi e la fame domani, ed è ciò che ha deciso la presidentessa".

Il patronato aveva proprio paura di questa "abbuffata". E questa è la stessa abbuffata che gli antichi padroni volevano evitare pagando salari da fame. Tuttavia ciò di cui hanno veramente paura gli impresari di oggi è che gli eccedenti del rame vengano utilizzati per cambiare il funzionamento dell'adorato modello, ma questo pericolo è stato completamente allontanato dalla Presidentessa Bachelet che ha optato per tradire i suoi ideali socialisti, partendo dall'incomprensione assoluta su come funziona l'economia cilena e su come si producono i processi di appropriazione degli eccedenti, di accumulazione e concentrazione delle entrate.

Lei, che una volta fu marxista o amò un marxista, sembra non avere la più pallida idea di come funzioni l'economia e crede che tutto si basi sulla buona volontà, con richiami all'unità e soprattutto con nomine di tante donne a diverse cariche affinché costruiscano una società più integra e migliore. In questo modo, alla vigilia del bicentenario della sua indipendenza il Cile corre il grave pericolo di lasciarsi scappare un'opportunità preziosa di costruire un paese più prospero e giusto per incapacità di slancio intellettuale e meschinità di cuore dei suoi governanti.

http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/art_106.html
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