Mapuche
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Documentazione: Benetton vs Mapuche.
Risposte di Benetton alle accuse
La presente per chiarire e puntualizzare quanto da Voi riportato in modo erroneo e non veritiero sul Vostro giornale online in data 9 Marzo 2004 (BENETTON, MEGA LATIFONDISTI IN PATAGONIA), nonché per smentire le accuse mosse nei confronti di Benetton Group S.p.A. in tale articolo, con riserva di ogni diritto e azione a tutela della nostra immagine.

Di Federico Sartor Direttore Stampa e Comunicazione Benetton Group SpA

Riceviamo e pubblichiamo:

Egregi Signori,

La presente per chiarire e puntualizzare quanto da Voi riportato in modo erroneo e non veritiero sul Vostro giornale online in data 9 Marzo 2004 (BENETTON, MEGA LATIFONDISTI IN PATAGONIA), nonché per smentire le accuse mosse nei confronti di Benetton Group S.p.A. in tale articolo, con riserva di ogni diritto e azione a tutela della nostra immagine.

· Compañia de Tierras Sud Argentino

Compañia de Tierras Sud Argentino è una società terza e indipendente rispetto a Benetton Group S.p.A., società nota ed apprezzata in tutto il mondo per la produzione e la vendita di capi d’abbigliamento. Unico punto in comune tra le due società è il controllo da parte di Edizione Holding, società madre e finanziaria del gruppo Benetton.

Per quanto concerne l’estensione della proprietà di CTSA, secondo il Vostro giornale pari a 900.000 ettari pari a 40 volte il territorio della capitale federale argentina, specifichiamo che la capitale federale si estende per 200.000 ettari il che equivale ad 1/4 degli ettari posseduti dalla Compañía de Tierras Sud Argentin e non ad 1/40. I 900.000 ettari citati sono peraltro distribuiti in quattro province: 590.000 nella provincia di Santa Cruz, 83.000 a Rio Negro, 15.800 a Buenos Aires e il resto nella provincia di Chubut, di cui 190.000 di proprietà della tenuta Leleque. È opportuno chiarire che solamente le terre situate nella provincia di Buenos Aires sono di gran qualità e hanno un elevato valore unitario per ettaro. Il resto delle terre sono situate nella zona della precordigliera, della steppa della Patagonia e della costa e possono accogliere un numero molto basso di capi d’allevamento (da 0,20 a 0,50 pecore per ettaro). Per questa stessa ragione il valore delle terre della provincia di Buenos Aires equivale quasi al valore totale delle terre che l’azienda possiede in Patagonia.

· Il caso Curiñanco

rispetto a quanto da Voi riportato precisiamo che Compañia de Tierras Sud Argentino ha denunciato il signor Curiñanco per essersi insediato abusivamente nelle terre appartenenti all’estancia Leleque. Il giudice competente ha sentenziato in favore di Compañia decretando la restituzione della terra e l’allontanamento del signor Curiñanco dai territori. E’ attualmente in corso la causa per stabilire la pena.

· L’accesso alle acque

In merito all’accesso al fiume Chubut che sarebbe impedito da tre porte chiuse a chiave che impediscono l’accesso libero e la pesca nel corso d’acque specifichiamo che, come tutte le proprietà private della zona e in generale come tutte le tenute ed i terreni in Argentina, il perimetro dello spazio che appartiene alla tenuta Leleque è delimitato da un reticolato. Data l’estensione della proprietà, la tenuta è dotata di vari accessi esterni che sono protetti con cancelli. Tenendo conto del fatto che molti di questi cancelli sono un passaggio obbligato per gli abitanti della zona che non lavorano nella tenuta, la Compàñia de Tierras ha fornito chiavi per permettere il libero accesso alle persone che hanno bisogno di utilizzare questi passaggi. La Tenuta Leleque non ha mai negato l’accesso alle persone che lo hanno richiesto all’amministrazione su presentazione del motivo del passaggio, anche per pescare. Questo è un modo di salvaguardare e proteggere tanto l’integrità della proprietà quanto l’ambiente. Ci teniamo altresì a precisare che attraverso uno dei cancelli è possibile passare dalla parte centrale della Tenuta alle zone di Fofocahuel e La Potrada. Questo cancello ha un lucchetto ma tutti i vicini confinanti con la proprietà Leleque hanno una chiave e godono dell’accesso libero alla proprietà. Infatti, attraverso questo passaggio, i vicini possono accorciare il percorso che può essere realizzato solo a cavallo e non con un veicolo per la semplice ragione che non c’è un ponte che permetta il passaggio di veicoli a quell’altezza del fiume. La Compañía de Tierras ha peraltro firmato diversi accordi con alcune guide locali di pesca che hanno richiesto un permesso di entrata che è stato loro concesso con l’unica condizione di rispettare l’ambiente, l’ecologia e di mantenere pulito il luogo.

· A proposto della Scuola Provinciale nr. 90

Per quanto riguarda la situazione della stazione ferroviaria di Leleque che ha smesso di funzionare, sottolineiamo che le decisioni prese finora o quelle che si prenderanno in futuro sulla questione rientrano esclusivamente nella competenza dello Stato provinciale (e nazionale), senza che ci possa essere la minima ingerenza da parte della Tenuta Leleque visto che la zona in questione è di proprietà dello Stato. Allo stesso modo la questione della chiusura della Scuola Provinciale Nº 90, situata di fronte alla stazione ferroviaria di Leleque, dipende esclusivamente dalla Segreteria Provinciale della Pubblica Istruzione. Qualunque decisione sulla scuola e sul suo funzionamento è di competenza dello Stato, mediante la Segreteria della Pubblica Istruzione. La Compañía de Tierras non ha, dunque, nessuna responsabilità a questo proposito. La Tenuta Leleque invece collabora in modo permanente e fattivo al mantenimento dell’edificio scolastico nonché al funzionamento della mensa.

· Il treno “La Trochita”

In merito al progetto turistico del treno “La Trochita” che corre in Patagonia, confermiamo che il progetto è stato effettivamente riattivato su proposta del governo provinciale con l’obiettivo di sviluppare il turismo della zona. Questo progetto includerebbe anche una visita al Museo Leleque, situato nella proprietà privata della Tenuta (il percorso del progetto “La Trochita” passa dietro il Museo). Al riguardo il governo sta analizzando la possibilità di includere nel tour anche un pranzo o una sosta per il té nella confetteria del Museo, che è gestita da una famiglia della zona.

Federico Sartor
Direttore Stampa e Comunicazione
Benetton Group SpA

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